LA MEDIAZIONE FAMILIARE

Redatto da: Dott.ssa Gabriella Manicone – Mediatrice Familiare, Staff NFP

Spesso si riscontra poca chiarezza sul significato di queste due parole, spesso si tende a pensare che la mediazione familiare serva per “rimettere insieme” la coppia, per “fare pace”, per “non separarsi più” o cose simili.
A volte si confonde la mediazione familiare con una sorta di “psicoterapia”, di “terapia di coppia”, di consulenza finalizzata alla risoluzione dei conflitti. Non è così.

La mediazione familiare è un percorso nel quale una terza persona imparziale (il mediatore) aiuta i genitori a trovare accordi efficaci sui figli in vista o in seguito alla separazione o al divorzio.

Che rapporto intercorre tra la mediazione familiare e la procedura legale di separazione o divorzio?

Esiste un rapporto di assoluta indipendenza e autonomia.
Gli accordi presi durante gli incontri di Mediazione non costituiscono in alcun modo vincolo giuridico per le parti che possono decidere di rispettarli se lo ritengono utile, ovvero di sottoporli all’esame di un avvocato per eventualmente inserirli in un atto giuridico idoneo ad avviare una procedura legale. La mediazione familiare non sostituisce il lavoro di avvocati, giudici, medici, consulenti finanziari, psicologi e psicoterapeuti, ma lo integra.

Chi è il mediatore?

Il mediatore familiare è un esperto che aiuta i genitori a gestire il cambiamento in atto e la conflittualità presente, ma il mediatore non risolve i conflitti.
Il mediatore lavora con i genitori per gestire tali conflitti al fine di prendere decisioni e accordi realistici, tarati sulle esigenze di ognuno e soddisfacenti per entrambi e per i propri figli.

Dove?

Gli incontri di mediazione solitamente si svolgono in uno spazio neutro e silenzioso, in cui le parti possono sentirsi libere di parlare e discutere tra loro con la massima riservatezza, uno spazio in cui ognuno può essere ascoltato senza venire giudicato. Quante volte abbiamo la sensazione di parlare senza essere ascoltati davvero? Quante volte “ascoltiamo” l’altro, senza capirlo veramente?
Nella vita di tutti i giorni è normale che questo accada, ma nella stanza di mediazione cerchiamo, proviamo, ci sforziamo di migliorare un po’ questo aspetto scoprendo, spesso, che le liti e le incomprensioni nascono proprio da lì, dalla mancanza di ascolto reciproco.

Quanto dura il percorso?

Generalmente il percorso di mediazione ha una durata media di 10/12 incontri di circa 1 ora ciascuno. Il percorso di mediazione familiare può essere intrapreso in qualsiasi momento, prima, durante o dopo un procedimento giudiziario. L’ideale sarebbe iniziare prima ma, nel caso sia già in corso, sarà sufficiente sospendere l’attività giudiziaria fino all’esito della mediazione.

Vantaggi

Seguire un percorso di mediazione familiare porta in sé numerosi vantaggi tra cui:

  • miglioramento delle capacità comunicative.
  • maggior stima di sé e dell’altro.
  • maggior continuità e coinvolgimento nel reciproco ruolo genitoriale.
  • maggior consapevolezza delle conseguenze personali derivanti dalla separazione.
  • raggiungimento di accordi più equi, più condivisi e quindi più rispettati nel tempo perché elaborati dai genitori autonomamente e non imposti dal genitore più forte (economicamente o emotivamente) o dall’autorità giudiziaria competente.
  • garanzia di assoluta riservatezza e del segreto professionale.
  • riduzione dei tempi e dei costi rispetto alle controversie giudiziarie.

Curiosità

In Giappone la mediazione familiare si pratica da oltre 100 anni come prima scelta, perché è considerato un disonore non riuscire a risolvere da sé, seppur con l’aiuto di un mediatore, i propri conflitti. Ricorrere al Tribunale delegando ad un giudice il potere di disporre della propria vita è motivo di grande vergogna!

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